È il 5 Marzo del 2013 ed io sto ancora aspettando le proiezioni al Senato delle 17.
Così mi chiedo: forse ci vorrebbe una bella analisi politica, ma chi c’ha voglia! E soprattutto, perché?
Che poi, a sto punto, che vorreste? Un governo Bersani di minoranza, pur di dare un senso di responsabilità verso la Nazione o un gran bel sti cazzi, ognuno si prenda le sue responsabilità e tra 6 mesi rivotiamo?
E poi perché Repubblica e Corriere capisco come andranno le prossime elezioni giusto 3 giorni dopo le votazioni? Fino a lunedì era un trionfo sicuro, c’era da capire solo se il PD avesse vinto da solo o con Monti. Da martedì facevano i vaghi con un bel “eh, però c’erano dei segnali importanti nell’aria”. Me l’immagino i segnali percepiti da quelli di Repubblica: Scalfari che non aveva ancora cagato da venerdì pomeriggio, Giannino che s’era ricordato di come il suo giornale non azzeccasse più una previsione elettorale dal 2001 e Saviano che twittava la vittoria del PD alle 15:46, basandosi sui soli dati degli Instant-poll che, immagino, erano stati sufficienti comunque, a riempirgli interamente il volume della sua capoccia.
Han vinto i grillini a cui però hanno vietato l’uso del termine “grillini”. Ma il risultato, eccezionale, non gli basta e puntano al voto anticipato. Forse farei la stessa cosa pure io. Il rischio è di vincere, da soli, le prossime elezioni, quindi perché immischiarsi in qualche governo politico? Poi con Bersani. Non durerebbe neanche se avesse la maggioranza lui stesso al Senato.
Per il resto si è capito che gli elettori di sinistra finiscono al PD. Dopo si entra in una zona grigia fatta di nostalgici che votano i satelliti comunisti, grandi in media 80.000 voti. Su scala nazionale. Che i moderati, in Italia, non son mai esistiti se non sopra i titoli di Repubblica. Monti ce li ha raccolti tutti insieme e sono un 10% scarso della popolazione.
Infine, che la maggioranza del Paese ha bisogno di sognare con un programma che sappia parlare alla loro pancia. Dal sogno del miracolo italiano a quello della democrazia dal basso. È una questione di Supercazzola. La migliore vince. Smacchiare il giaguaro era un’operazione fine a se stessa. Qual era il tornaconto per noi cittadini? Che prospettiva futura ci aspettava, una volta smacchiato il giaguaro?
A sto punto, non era meglio uno slogan tipo “Vi ridaremo gli anni ‘80”, quando Berlusconi faceva l’imprenditore in Mediaset e Grillo il comico di professione in Rai?
la ‘locura’, ecco.